Skin Care coreana. Guida critica ai 10 step

skin care coreana

A cura di Visotonic

La Skin Care coreana è un bellissimo metodo per far venire voglia di prendersi cura della propria pelle.
Si divide in 10 “step” sequenziali che prevedono l’applicazione di molti prodotti.
Ho osservato alcune dimostrazioni su Youtube , fatte da ragazze giovanissime la cui pelle è già perfetta e ci sarebbe da preoccuparsi se non lo fosse. Si tratta inoltre di ragazze asiatiche, che dal punto di vista della qualità della pelle sono geneticamente avvantaggiate rispetto a molte altre, quindi non sono esattamente dei testimonial attendibili.
Senza farci troppo scoraggiare da tutto ciò, procediamo all’analisi ragionata: ci sono alcune cose che suscitano una certa perplessità.

Step 1- rimozione del trucco con un prodotto oleoso

Qui inizia la prima cosa strana che dovrebbe allertare il buon senso: la Skin Care coreana è evidentemente un rituale mattutino, come si evince dal fatto che l’ultimo step (spoiler) è l’applicazione di una crema con filtro solare. Dopo anni di raccomandazioni sul fatto che il trucco vada tolto la sera e che sia bene dormire con la pelle pulita, ora non trovo un singolo giornale di moda che sembri essersi accorto della contraddizione. In compenso le pubblicità di prodotti struccanti oleosi abbonda. Se hai la pelle grassa, nessun problema: c’è la Skin Care dedicata, con prodotti diversi.
Mi chiedo se non sarebbe più conveniente spostare lo step 1 la sera, che si perde anche meno tempo la mattina. Oppure non truccarsi, e saltare proprio lo step.
Il prodotto oleoso inoltre potrebbe causare bruciore agli occhi se usato per rimuovere il mascara dalle ciglia o altro trucco molto vicino alle congiuntive. A tal proposito mi permetto di suggerire un’alternativa sicura: un panno di microfibra inumidito, con quale si possono pulire le ciglia una per una delicatamente, senza rischio di allergie.

Step 2 – detersione con prodotto schiumoso

Dopo avere unto la faccia è necessario togliere i residui di grasso, ma con un prodotto delicato, e le varie schiume detergenti per i vari tipi di pelle si sprecano. Si tratta poi di risciacquarla con acqua, elemento che a molte potrebbe lasciare la pelle pulita con una sensazione di secchezza eccessiva. La cosa più strana comunque è la raccomandazione di “tamponare” e non “sfregare il viso con l’asciugamano” per asciugarlo. Il rischio sarebbe quello della distruzione della pelle, immediata e irreversibile. Solo che lo step immediatamente successivo consiste in una bella sfregata della pelle del viso (quotidiana, secondo la Skin Care tradizionale coreana) con uno scrub a granuli.

Step 3 – Esfoliazione

Le coreane amano i prodotti per l’esfoliazione. Ce ne sono per tutti i gusti, letteralmente: quello che va più forte è al cioccolato o allo zucchero di canna. Di scrub e esfoliazione casalinga abbiamo parlato già in questo articolo . Anche in questo caso il consiglio è quello di farla la sera, perché è utile ma aumenta il rischio macchie non di poco. Se fatto quotidianamente persino di più, come dimostrano anche le coreane quando non hanno il fondotinta. Fatto troppo spesso, potrebbe davvero irritare la pelle.

Step 4 – Tonificazione

Arrivati a questo step ho pensato: “Oh bene! Un po’ di ginnastica facciale per tonificare i muscoli del viso!”
Invece no. Si usa il vecchio buon tonico, quello che è diventato di moda in Italia negli anni ’60 e che seguiva la pulizia del viso fatta con il vecchio latte detergente, un ottimo compromesso tra lo strucco oleoso e la detersione schiumosa. Ma due prodotti sono meglio di uno, soprattutto per chi li vende.
Le caratteristiche annunciate del tonico sono magiche: tonifica, rinfresca, idrata, apporta principi nutritivi, chiude i pori, riequilibra il Ph. Viene quasi voglia di berlo, o comunque di farci il bagno dentro.
Uno dei “tonici” a buon mercato più consigliati è l’Acqua di Rose della Roberts, messa a punto da un farmacista nel 1843 e mai più tramontata. Non proprio una scoperta, ma è stata usata da milioni di donne: male non fa di sicuro.

Step 5: applicazione della misteriosissima “Essenza”

Non è ancora chiaro a nessuno che cosa sia questa essenza. Si mormora che sia più corposa di un tonico, ma più leggera di un siero. Costituirebbe una barriera protettiva per la pelle, rendendola più luminosa, nutrita, levigata etc.
Il problema è che, se davvero costituisse una barriera, sarebbe inutile applicare successivamente gli altri prodotti dello step 6-10, il cui scopo millantato è quello di “idratare a nutrire la pelle”. Per fortuna l’essenza, con il suo colore trasparente di pietra preziosa, non può fare da barriera, proprio per la sua volatilità e leggerezza.
Guardando i prodotti “essenza”, spesso si scopre che sono gli stessi consigliati come “tonico”.

Step 6: Siero

Il siero è un prodotto con una texture più leggera e collosa di una crema tradizionale. Non lascia il viso unto. Le sue qualità taumaturgiche sono abbastanza note, nella misura in cui tutte lo abbiamo provato almeno una volta.
Applicarlo sopra uno strato di “essenza” che dovrebbe fare “da barriera” lascia un po’ perplessi. Non tanto perché rischia di non “penetrare” (nessuno di questi prodotti va oltre lo strato corneo della pelle) ma perché si mescola all’altra sostanza appena applicata con possibili risultati chimici non proprio allineati con la mentalità del “naturale”.
Ho cercato online i pareri dei dermatologi su tutto questo mischione di prodotti, e sono piuttosto allarmistici: il rischio di irritare/intossicare e creare dermatiti, c’è eccome.

Step 7: Applicare una maschera

Queste figliole dei video coreani, dopo avere applicato prodotti uno sull’altro per un valore di centinaia di euro, amano rivestirsi la faccia con una maschera di tessuto imbevuto di sostanze “naturali”. Oppure una maschera cremosa ai mille-gusti, o ancora le strip per i punti neri. La più chic è la maschera di foglio dorato. Dopo si sciacquano la faccia, e se la maschera era cremosa devono toglierla sfregando la pelle del viso.
Che senso ha tutto questo, dopo avere applicato vari prodotti prima?
In questo caso i giornali occidentali, pur pubblicizzando bustine dalla grafica meravigliosa (c’è persino una maschera che si chiama: “IO esisto!”), si sono risolti a consigliarne l’uso serale, in quanto “coccola”. Mi pare più ragionevole. La maschera ha anche un altro vantaggio indipendentemente dalla sua composizione: induce a tenere i muscoli del viso completamente rilassati per qualche minuto, insegnando indirettamente a smettere di contrarre cronicamente fronte/occhi/labbra etc. Conviene quindi farla quando si ha tempo e voglia.

Step 8: Crema contorno occhi

Si ricomincia con l’applicazione di prodotti. A settori.

Step 9: Crema idratante

Qui la scelta del tipo di crema è lasciata al cliente, che userà quella che ritiene più adeguata al suo tipo di pelle. Basta che la compri.

Step 10: Protezione Solare

In questo caso occorre aggiungere delle informazioni: innanzitutto le asiatiche hanno una vera e propria avversione per l’abbronzatura e inseguono un ideale di pelle bianchissima. Va anche specificato che la crema solare è particolarmente apprezzata da questa cultura non solo perché evita l’abbronzatura, ma perché conferisce alla pelle un riflesso perlaceo, come possiamo notare anche noi quando la applichiamo da bianche cadaveriche i primi giorni di mare. Noi lo troviamo terribile, loro lo apprezzano.
Dal punto di vista della salute è altamente sconsigliato applicare creme con filtri solari sopra una crema di altro tipo. C’è anche scritto sulle creme stesse. Il rischio allergie e irritazioni è alto.
Inoltre esistono creme da giorno già formulate con filtro solare, certamente più sicure di un doppio strato fai da te.

Conclusioni

È abbastanza ovvio che tutti questi step insieme sono un’assurdità. Molti giornalisti infatti, pur pubblicizzando la Skin Care coreana, li riducono a 5 o 7 spostando alcune attività la sera.
Basta leggere un po’ per capire che alla fine gli step consigliati sono: detersione delicata, tonico, crema idratante con protezione. Struccante e crema la sera. Maschera e scrub ogni tanto. Niente di più di quello che è sempre stato consigliato.
La Skin Care coreana però ripropone vecchie cose con un linguaggio di marketing nuovo che suscita entusiasmo e che rende questi gesti un rituale che si ripete più piacevolmente. Pulita, idratata e protetta tutti i giorni, la pelle migliora sicuramente. Il trucco qui non è il prodotto speciale, ma convincere i consumatori ad applicarsi con costanza. Con vantaggio per tutti.

Loredana de Michelis

 

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